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Giovanissima
e dinamica società messa in essere nel Gennaio 1998; viene fondata in
un’ottica di capillarizzazione della distribuzione ed assistenza di
software dedicati all’Ingegneria ed Architettura, e punta su una
qualificata presenza sul territorio allo scopo di potere offrire ai propri
utenti un servizio di vendita e di assistenza il più possibile aderente
alle esigenze del moderno professionista.
Perchè HORAE....
Si
chiamano Ore, con una traduzione abusiva dal latino HORAE le divinità
delle stagioni.
Solo molto tardivamente giunsero a personificare le ore del giorno. Le Ore
sono figlie di Zeus e di Temi e sorelle delle Moire (destini). sono tre:
Eunomia, Diche e Irene, ossia Disciplina, Giustizia e Pace.
Gli Ateniesi le chiamavano Tallo, Auxo e Carpo, tre nomi che evocano
l'idea di spuntare, crescere e fruttificare.
Le Ore hanno un doppio aspetto: divinità della natura, presiedono al
ciclo della vegetazione, divinità dell'ordine (figlie di Temi, la
giustizia), assicurano il mantenimento della società.
Nell'olimpo hanno funzioni diverse: vegliano sulle porte della dimora
divina, passano talvolta per aver allevato Era, di cui sono le serve;
proprio loro staccano i cavalli dal suo carro, e, altrove, sono incaricate
dello stesso ufficio presso il Sole. sono anche al seguito d'Afrodite,
allo stesso titolo delle Cariti, e figurano nel corteo di Dioniso e fra le
compagne di giochi di Persefone. Infine, Pan, il dio dei boschi e delle
greggi, ama la loro compagnia.
Sono raffigurate come tre ragazze in atteggiamento elegante, mentre
tengono in mano un fiore o una pianta, ma sono considerati come esseri
astratti, dalla personalità incerta, e non hanno quasi alcuna parte nelle
leggende.
Soltanto in una allegoria tardiva si dà una delle Ore in sposa a Zefiro
(il vento dell'ovest), dal quale ebbe un figlio, Carpo (il Frutto).
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Pierre GRIMAL, Ore, in:Enciclopedia dei miti, Garzanti,
Milano, 1990.
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