Perche' HORAE....
Si chiamano Ore, con una traduzione abusiva dal latino HORAE le divinita' delle
stagioni. Solo molto tardivamente giunsero a personificare le ore del giorno.
Le Ore sono figlie di Zeus e di Temi e sorelle delle Moire (destini). sono tre:
Eunomia, Diche e Irene, ossia Disciplina, Giustizia e Pace.
Gli Ateniesi le chiamavano Tallo, Auxo e Carpo, tre nomi che evocano l'idea di
spuntare, crescere e fruttificare. Le Ore hanno un doppio aspetto: divinita'
della natura, presiedono al ciclo della vegetazione, divinita' dell'ordine
(figlie di Temi, la giustizia), assicurano il mantenimento della societa'.
Nell'olimpo hanno funzioni diverse: vegliano sulle porte della dimora divina,
passano talvolta per aver allevato Era, di cui sono le serve; proprio loro
staccano i cavalli dal suo carro, e, altrove, sono incaricate dello stesso
ufficio presso il Sole. sono anche al seguito d'Afrodite, allo stesso titolo
delle Cariti, e figurano nel corteo di Dioniso e fra le compagne di giochi di
Persefone.
Infine, Pan, il dio dei boschi e delle greggi, ama la loro compagnia. Sono
raffigurate come tre ragazze in atteggiamento elegante, mentre tengono in mano
un fiore o una pianta, ma sono considerati come esseri astratti, dalla
personalita' incerta, e non hanno quasi alcuna parte nelle leggende. Soltanto in
una allegoria tardiva si da' una delle Ore in sposa a Zefiro (il vento
dell'ovest), dal quale ebbe un figlio, Carpo (il Frutto).
Pierre GRIMAL, Ore, in:Enciclopedia dei miti, Garzanti, Milano, 1990.